Il cilento, terra dalle dolci morfologie collinari, ricoperte da distese di ulivi verdecenere che si rispecchiano nel blu del tirreno e allo stesso tempo, terra dalle morfologie molto aspre profondamente incise da vivaci torrenti, raie dall'aspetto lunare, boschi di castagni e di lecci, paesi abbarbicati alle rocce o adagiati sulle rive.
Pochi immaginano che a determinare questo affresco, fatto di forme e colori suggestivi apparentemente in forte contrasto, sia la duplice natura geologica delle rocce che costituiscono il cilento: quella del "flysch del cilento", che ha la sua massima diffusione in corrispondenza del bacino idrogeografico del fiume alento e dei principali monti del cilento occidentale, quali il monte centaurino (1433 m), e quella delle "rocce calcaree" che costituiscono i complessi montuosi interni (alburno-cervati) e meridionali (monte bulgheria, monte cocuzzo) del parco nazionale del cilento e vallo di diano.
L'area del Parco non è soltanto ampia, ma anche variegata, perché comprende sia ambienti montani, con cime che vanno dai 1898 m del monte Cervati ai 1130 del monte Stella, sia ambienti collinari, sia ambienti marini di grande bellezza e varietà, tra cui spicca il capo Palinuro. La natura è ancora selvaggia e incontaminata, soprattutto nelle zone più remote, percorse da rare strade. Pure, quasi che il tempo si sia magicamente fermato, i ricordi di antiche civiltà e di città scomparse sono frequenti e imponenti.
La fauna del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano è assai diversificata in virtù dell'ampia varietà di ambienti presenti sul territorio. Aree costiere e montane, fiumi impetuosi e ruscelli, rupi e foreste, determinano altrettante comunità faunistiche dove spesso emerge la presenza di specie di alto valore naturalistico. Sulle vette, sulle praterie di altitudine e sulle rupi montane sono frequenti l'Aquila reale (Aquila chrysaetos) e le sue prede d'elezione: la Coturnice (Alectoris graeca) e la Lepre appenninica (Lepus corsicanus). La presenza di queste due ultime specie è biologicamente importante in quanto rappresentano popolazioni autoctone appenniniche, oramai estinte in buona parte del territorio. L'aquila divide questo ambiente con altri rapaci come il Falco pellegrino (Falco peregrinus), il Lanario (Falco biarmicus), il Corvo imperiale (Corvus corax) ed il Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax).